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Quante parole nel disegno
di un bambino, quanti desideri e quanti messaggi in codice!
Le sovrapposizioni, la mancanza di prospettiva, i tratti insicuri , i
colori improbabili e le forme poco reali sono segni di una infanzia che
, mentre evolve verso i modelli e le tecniche adulte , parla un po’ meno
di sé .
O meglio, lo fa in un altro modo ; ogni accostamento, omissione e / o
attenzione verso un particolare ,arriva da un mondo emozionale non
filtrato dalla razionalità e , quindi, possibile!
Disegna ciò che non direbbe , lo fà con spontaneità e senza la
consapevolezza di raccontarsi.
Il semplice disegno di una casa con i suoi personaggi , presenti o
negati, parla della sua vita, delle sue relazioni e dei suoi dolori;
parla delle distanze emotive e/ o delle presenze importanti della sua
vita. La scelta dei personaggi e la loro posizione nello spazio grafico
, l’uso del colore, le grandezze ..sono sempre motivate dalla sua
interiorità che guida la mano ed i pensieri.
Dove si pone, chi si disegna accanto, chi esclude …sono segni dai quali
emergono i suoi vissuti ed i sentimenti che lo legano alle figure
familiari e non
Il piccolo riesce persino a disegnare i desideri rendendoli visibili e
possibili quando la realtà non lo gratifica ; il b/no può , così, tirar
fuori dal cilindro della sua fantasia un padre / o madre assente (
fisicamente o psicologicamente) :un genitore ideale che prende forma ,
per mitigare la sofferenza La produzione grafica permette ,inoltre, di
esprimere la propria aggressività e le proprie pulsioni senza sentirsi
in colpa…
E’ un momento di liberazione, per il piccolo ,che, “racconta” senza
regole,la sua rabbia , le sue delusioni e le sue gioie ; per questo
motivo il disegno di un bambino è un ottima fonte di informazioni sul
benessere e /o malessere interiore infantile.Il rifiuto di disegnare ,
invece, è il segnale di un disagio che non trova uscite , un blocco
emotivo che censura sentimenti ed emozioni.
Un esempio :
Luca disegna la sua famiglia mentre "fa qualcosa”

I genitori di Luca sono
separati ma hanno un buon rapporto affettivo e si confrontano
sull’educazione del figlio ,pur avendo personalità opposte: il padre
mostra un comportamento più accomodante , la madre,più rigida, alterna
la sua presenza ( sentimenti di tristezza molto frequenti) a momenti di
“assenza”emotiva.
Nel confronto educativo,la mamma lamenta un eccessivo permissivismo
paterno , il padre , una severità materna, non sempre sostenuta da
presenza affettiva; entrambi cercano il dialogo per superare le
divergenze.
L.(10 anni) , pur affidato alla madre fa fatica ad adattarsi alla sua
nuova casa e alla situazione problematica dei nonni materni, entrambi
bisognosi di cure.
L passa più tempo a casa della nonna paterna dove vive il padre ; la
scuola che frequenta è poco distante ,a differenza dell’abitazione
materna, più decentrata.
E’ evidente , nel disegno, la volontà di rappresentare una immagine
dinamica della famiglia in cui la madre venga esclusa dalla condivisione
ludica con il padre ( non disegna , infatti, un’attività che coinvolga
tutti e tre) , la scelta di disegnare la figura materna, ,comunque, è
significativa ( avrebbe potuto escluderla dal disegno). ; non la esclude
dalla sua vita emotiva ma la “sente” fragile e assente .
La situazione familiare paterna ( più leggera ) e la personalità , del
padre,di tipo adolescenziale, favorisce maggiormente la relazione
padre-figlio.
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