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Metafore ed emozione

L’essere umano è davvero complesso ; pur avendo molti strumenti ( mentali ed emotivi) per “crescere”,è, spesso, incapace di modificare i propri schemi mentali perpetuando errori che ne limitano la serenità. (ricordiamo Brecht “L’intelligenza non è non commettere errori ma scoprire il modo di trarne profitto” )
Gli eventi negativi ,che coinvolgono “l’uomo,”non raramente, sono collegati alla sua difficoltà di “usare” la “memoria emotiva” ; molti comportamenti umani si ripetono nonostante l’esperienza lo sconsigli .
La sofferenza, che ne deriva, dilaga poi ,in forma epidemica…..
Dai genitori ai figli ,in una spirale senza tregua, passa lo stesso errore ; si ricerca all’esterno la causa dei propri mali e ,sugli altri, si proietta la propria incapacità .
La consapevolezza ( soprattutto emotiva) ,del proprio “agire”, è rara ma diventa l’unico mezzo per uscire da certi circoli viziosi.
I meccanismi di difesa sono tra le cause che impediscono di allontanarsi da soluzioni inefficaci, confondono i pensieri e sono resistenti nonostante generino sofferenza .

Come pedagogista mi sono posta il problema di come sviluppare la consapevolezza senza stimolare risposte difensive che rallentano il cambiamento.
Le metafore si sono rivelate un ottimo strumento educativo che, svestite dalla predica , entrano nella sfera della “morale” senza provocare rigetto .
Alcune metafore illuminano immediatamente le strade da percorrere ed evidenziano i sentieri pericolosi.

Un esempio :
Un mulo ,tutte le mattine , percorreva lo stesso viottolo attraverso il bosco , per portare un basto pieno di legno dalla fattoria alla baita in montagna: partiva al mattino e tornava giù la sera.
Una notte , durante un temporale, un fulmine abbattè un albero che andò ad ostruire il passaggio .
La mattina seguente il mulo trovò sulla sua strada quell’ostacolo inatteso che gli impediva di proseguire.
Pensò: “L’albero qui non ci deve essere , è al posto sbagliato”- Incominciò, quindi, a sbattere la testa sull’albero, pensando che , questi, si sarebbe spostato , considerato che non era il suo posto . L’albero non si mosse ed il mulo pensò di non aver picchiato con la giusta forza ; riprese a sbattere con maggior vigore e la sua fine non tardò a venire.


Non è difficile trovare una forte analogia con il comportamento umano che ripete schemi perdenti e devastanti ,per carente elasticità mentale .
Quanti muli ci passano accanto? Come evitare il “suicidio” del mulo?
Le metafore portano, di sicuro a riflettere!

Con i bambini (ma non solo) la favola, l’aneddoto, la metafora in genere , sono una fonte inesauribile di “insegnamenti” naturali e trovano terreno fertile , se trasmesse con interesse
La passione dell’adulto è necessaria per dare enfasi e sostegno alla curiosità e alle riflessioni.
 

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