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"Là dove le onde del mare si incontrano con il deserto vi è
un luogo in cui accanto alle tante palme che, per la loro
slanciata bellezza, assomigliano a figure di donne, ce n'è
una, un po' in disparte, con le sue foglie scure che appena
sfiorano gli alberi vicini.
E' una palma davvero singolare! Appare tozza, con un tronco
possente e forti foglie a forma di ventaglio che sono
protese verso il centro, verso il suo cuore; lì dove di
solito i teneri germogli verde chiaro si protendono verso
l'alto, c'è un'enorme pietra rossastra, come ce ne sono
tantissime sulla spiaggia.
"Ma come era arrivata lì quella pietra?"

Era accaduto tanti anni prima, quando questa poderosa palma
era ancora un minuscolo alberello. Allora in quel luogo non
c'erano case e non esisteva nessuna fonte d'acqua. C'erano
soltanto alcune palme sulla spiaggia che insieme al piccolo
germoglio di palma vivevano serenamente, nutrendosi di
quello che ricevevano dal terreno sabbioso e grazie alla
pioggia che, seppure raramente, cadeva dal cielo.
Ma un giorno arrivò un uomo attraverso il deserto. Aveva
vagato per giorni perdendo tutti i suoi beni ed era quasi
impazzito per la sete ed il caldo. Sulle sue mani c'erano
ferite infiammate per aver inutilmente scavato in cerca
d'acqua e tutto in lui esprimeva dolore infinito. Stava così
davanti all'acqua, davanti all'enorme, infinita distesa di
acqua salata.
L'uomo gettò nell'acqua il suo corpo disidratato, ma la sua
bocca dalle labbra spaccate e dalla lingua consunta bruciava
di una sete che quell'acqua non poteva placare.
Allora fu preso da una rabbia folle, nei confronti della
natura che lo stava uccidendo. Incominciò a guardarsi
intorno e scorse vicino alle grosse palme, tra i detriti e
la sabbia, il germoglio di palma verde chiaro che stava
crescendo così giovane e vigoroso.
Con tutte le forze che ancora possedeva, prese una grossa
pietra e la premette proprio nel cuore della chioma del
giovane albero che scricchiolò e si ruppe. E fu come se il
rumore di quello scricchiolio e di quella spaccatura si
amplificasse nell'immensità del deserto e del mare. Poi
sopraggiunse un silenzio terribile.
L'uomo crollò vicino alla piccola palma. Dopo due giorni lo
trovarono dei cammellieri e si dice che fu salvato.
Nessuno dei cammellieri, invece, si preoccupò del piccolo
albero di palma così devastato. Era quasi sepolto sotto il
peso della pietra e la sua morte sembrava inevitabile. Le
foglie verde chiaro a forma di ventaglio erano spezzate e
marcirono rapidamente sotto i caldi raggi del sole. Il suo
tenero cuore di palma era schiacciato e la grossa pietra
gravava così pesantemente sul delicato tronco che rischiava
di romperlo ad ogni alito di vento.
Ma l'uomo non era riuscito a distruggere la piccola palma:
l'aveva ferita gravemente ma non uccisa.
Il piccolo albero cercò di scuotere la pietra. Pregò il
vento di aiutarlo. Ma non trovò alcun aiuto. La pietra
rimase nella chioma, nel suo tenero cuore e non si mosse da
lì.
Gli sforzi della piccola palma sembravano inutili; stava,
dunque, per abbandonarsi al suo triste destino di morire
così giovane quando una voce al suo interno le incominciò a
dare fiducia, a spingerla a resistere, ad accettare
l'impossibilità di liberarsi della pietra, a concentrare le
sue forze sulla ricerca di un'altra soluzione.
Ed allora il giovane albero smise di affannarsi e di
sprecare le forze per scuotere la pesante pietra. La tenne
al centro della sua chioma e si preoccupò di fissarsi
fortemente al suolo.
Infine arrivò il giorno in cui le sue lunghe radici scesero
così in profondità che trovarono una fonte d'acqua. E così
la sorgente zampillò, rendendo quel posto un luogo di
benessere.
La piccola palma, con buoni appoggi nel terreno ed
abbondante nutrimento, iniziò a crescere verso l'alto. Mise
ampi e forti rami a ventaglio intorno alla pietra, quasi a
proteggerla.
Il tronco crebbe sempre più in circonferenza; le altre palme
della spiaggia potevano essere anche più alte e graziose, ma
l'albero, che la gente presto chiamò "la palma della
pietra", era senza dubbio il più forte.
La pietra aveva sfidato la palma e lei ne aveva sopportato
l'invadenza ed aveva vinto questa lotta. Aveva liberato una
sorgente che da allora placa la sete di tanti e, cosa
veramente importante, aveva accettato il peso e lo aveva
portato con sé.
Solo esteriormente quella pesante pietra sembra ancora
insostenibile, ma non lo è più perché, una volta accettata,
è diventata parte dell'albero ed ha perso la sua dimensione
negativa.
Spesso l’educazione deve lasciare la sua veste teorica e
abbandonarsi alle metafore per arrivare là dove la ragione
non ne limita l’ efficacia . Chi non riconosce il giusto
agire?
Eppure qualcosa ci trattiene dal fare la cosa giusta !
Le nostre emozioni ingarbugliate provano, tentano a
districarsi, e , a volte, confuse ed inconsapevoli ,si
arrendono ad azioni e direzioni sbagliate.
La vita la offre sempre la possibilità di capire e di
cambiare ma occorre fermarsi , riflettere , vedere con occhi
nuovi. Un evento, anche drammatico, può trasformarsi in una
opportunità per se e gli altri.
Questo splendido racconto arriva da una leggenda del Sahara
, tradotta in favola dalla scrittrice tedesca Pat Partish
Da “ pensierinmovimento “ sito consigliato
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