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Non
esistono insegnanti e / o genitori perfetti ,né quasi
perfetti , ma, esistono persone che, per sensibilità hanno
dei dubbi sul loro agire con chi si affida a loro nel
difficile compito educativo;adulti che si interrogano , si
guardano e comprendono che non serve sentirsi in colpa
all’infinito per aiutare i bambini e / o i ragazzi a vivere
con altre prospettive rispetto alle loro.
Basta ricordare i propri dolori, quelli veri che rimangono,
spesso ,chiusi in un cassetto della memoria . Proviamo a
soffermarci su alcuni punti cruciali!
Rabbia e / o Aggressività:
La rabbia è una emozione ben conosciuta ma cosa succede
quando diventa aggressività e cosa crea quando è diretta sui
bambini? Qualunque sia il comportamento dei piccoli , è
proprio necessaria e quali sono le conseguenze?
1) Disorientamento : il bambino si sente disorientato , non
può comprendere le motivazioni di un atteggiamento violento
( ammesso che si possa comprendere!) e prova paura ed
insicurezza
2) Apprende un modello di comportamento che “esibirà” in
qualsiasi contesto e per qualsiasi motivo (a scuola, con i
coetanei, ai giardini) subendo emarginazione e svalutazione
3) Userà l’ aggressività come modello di comunicazione per
il proprio disagio anche nella sua vita di adulto creandosi
relazioni perdenti e frustranti
4) Svilupperà conflitti con i genitori e a loro porterà il
“conto finale”
Svalutazione:
Spesso gli adulti non danno peso alle parole che usano
quando vogliono rimproverare un bambino per un suo
comportamento e pensano di ottenere una risposta opposta a
quella che si “costruisce”senza riflettere , ciò può
provocare:
1) Bassa autostima ; il bambino incomincia a credere di
essere inadeguato; di non avere risorse da spendere . Ogni
confronto gli creerà ansia se i suoi stessi genitori gli
ricordano di essere incapace.
2) In alcuni casi , si sentirà di reagire chiedendosi
prestazioni eccessive senza prendere pace mai, neppure di
fronte ai successi. Penserà di dover emulare modelli
genitoriali irraggiungibili e, non raramente, potrà cadere
in depressioni infantili, sempre più frequenti.
Umiliazione
Quante volte un adulto non si rende conto che riprendere un
bambino in pubblico crea al piccolo un dolore che non può
esprimere ; uno schiaffo, una sgridata eccessiva , un
insulto ( sei stupido, sei imbranato, sei il solito ) uno
strattone lo mettono nella condizione di estrema umiliazione
e non sortiscono effetti educativi ma , al contrario possono
sviluppare:
1) Rabbia e aggressività
2) Senso di tradimento : si tradito dal genitore che rende
pubbliche le sue difficoltà
3) Bassa autostima
4) Apprendimento di un inefficace comportamento sociale
Mancanza di ascolto:
Un genitore e / o insegnante, spesso, fa i conti con la sua
stanchezza ed i problemi quotidiani e non prende coscienza
di dare un ascolto sommario ai bisogni di un bambino; li
sottovaluta come cose di poca importanza e dilaziona
all’infinito le promesse del “dopo”che , raramente, arriva
nel momento giusto : Piu tardi , in adolescenza, la
“chiusura” all’altro è assicurata. Quali i sentimenti che
scatena la mancanza di ascolto in un bambino?
1) Sente di non essere importante proprio mentre affronta
“problemi” per lui vitali
2) Sfiducia nel mondo
3) Desiderio di richiudere dentro sentimenti ed emozioni
4) Mancanza di empatia che più tardi potrebbe diventare
incapacità di dare importanza al prossimo
Insofferenza:
Quanti reagiscono con insofferenza ai capricci di un bambino
o alle sue richieste anche sacrosante e quali sono gli
strumenti che un piccolo ha per comprendere le difficoltà
appartengono agli adulti? Ciò che ne deriva non sono
pensieri e ragionamenti ma stati emozionali che vanno in
quella “spugna “ emotiva dalla quale sarà difficile far
riemergere gli eventi ,che fanno male ma ,di sicuro,
creeranno malessere diffuso( come tutto il resto sopra
elencato ) nella vita da adulto.
1) Insofferenza appresa
2) Difficoltà ad aspettare
3) Difficoltà nella relazione
Iperprotezione:
Per molti adulti un bambino non cresce mai ed ha
costantemente bisogno di protezione e difesa anche laddove
ha le capacità di agire in proprio.
Risolvere i problemi di qualunque tipo, non ultimi quelli
con i coetanei, sovrapporsi al piccolo nella ricerca delle
soluzioni ,creargli dipendenza in ogni azione , farlo
sentire inadeguato in ogni contesto può sviluppare:
1) Bisogno di continua approvazione
2) Incapacità di scelte personali
3) Sentimento profondo di inadeguatezza
4) Sentimento di inferiorità
5) Paura di deludere e immobilismo
6) Difficoltà scolastiche
7) Regressione infantile e costruzione di personalità
immatura
8) Sintomi psicosomatici ( la malattia come alibi :
depressione, ansia, attacchi di panico,ecc)
Il panorama può essere molto più vasto ma una cosa che
occorre sottolineare è che tutto questo avviene , nella
maggior parte dei casi, senza la minima consapevolezza da
parte degli adulti che pure amano i bambini.
Si potrebbe parlare, piuttosto, di una sorta di “cecità” e “
sordità” psicologica tramandata da generazioni nonostante si
siano sperimentati gli stessi “dolori”
Non si parla di colpa , quindi, ma di errori che aspettano
di essere rivisitati con una diversa ottica, quella
dell’intelligenza emotiva , che raggiunge vette molto più
alte di qualsiasi quoziente intellettivo……Mettersi “in
cammino” vuol dire già essere genitori e adulti sui quali
potranno contare le future generazioni.
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