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La giornata è
finita ma , i piccoli, non sembrano avere nessuna intenzione
di andare a letto ;si profila la lotta serale tra adulti
stanchi e bambini incontenibili e pieni di energia.
Quali possono essere i motivi che rendono così difficile il
riposo a tutti?
Ci sono bambini che hanno disturbi cronici del sonno ,
agitati sin dalla nascita , combattono tra la necessità di
riposare ed il terrore di farlo.
Sarebbe superficiale dare una lettura generica ; è
importante un’approfondita anamnesi individuale per capire
le cause e non rischiare di infoltire la schiera degli
iper-cinetici ( o sindrome non ben identificata di A..D. H.
D)
Aldilà di disturbi specifici , il sonno non è un momento
semplice per un bambino ; tutte le paure si “radunano”
provocando una resistenza al riposo:dalla paura della morte
a quella dell’abbandono, dai sensi di colpa (per essere
stato “cattivo”) alla paura di “essere punito” .
Una giornata nervosa , un contrasto , una tensione familiare
o una frase banale detta per disperazione , si ingrandiscono
a dismisura nel sonno di un bambino che si troverà solo a
combattere i propri “mostri”.
Se poi le frasi diventano minacciose ( ti mando in collegio,
la mamma non ti vuole se ti comporti così, arriva il lupo
nero, mi prendo un altro bambino più buono, chiamo il
vigile, ecc….) sono incubi assicurati .
Il bambino ha già la percezione di essere inadeguato quando
diventa capriccioso ma sensi di colpa fuori misura possono
disturbare la crescita ; non sono le regole che bloccano
l’evoluzione ma un linguaggio aggressivo e minaccioso.
Un atteggiamento pacato degli adulti, seppur fermo e
coerente, avrà maggiore probabilità di successo per la
tranquillità serale.
Il bambino, comunque, và accompagnato , con gradualità ( ma
decisione) a costruire la propria sicurezza e ad occupare
,sempre più ,spazi di autonomia che prevedano anche
l’assenza dell’adulto; dormire nel lettone , crea, al
contrario dipendenza e alimenta le paure
Dedicare un po’ di tempo al bambino nel suo letto , sfamare
la sua voglia di coccole raccontare una favola rassicurante
,lo aiutano a superare gli atteggiamenti regressivi che lo
fanno sentire piccolo e fragile.
Il linguaggio che si usa è di fondamentale importanza ;
l’urlo non manda a letto ma tiene più che mai svegli:
Alcuni piccoli consigli:
1) Rilassarsi prima di portare il piccolo a letto,, le
braccia “morbide” di un genitore trasmettono sicurezza
2) Alternarsi , quando è possibile, con il patner: la
responsabilità della serenità di un bambino và condivisa (
rinfacciarsi le fatiche crea estrema tensione)
3) Far raccontare al piccolo le sue paure della giornata, le
sue difficoltà ed ascoltarlo con interesse dimenticando per
un attimo ciò che è meno importante di lui/lei
4) Raccontargli la sua favola preferita e capire quali sono
i punti cruciali che lo interessano : dà ottime indicazioni
sul suo stato emotivo
Problemi particolare e situazioni limite necessitano
ovviamente di letture e strategie personalizzate!
Scrivici!
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