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I figli: basta amarli?

Fare un figlio con il desiderio di amarlo non basta, purtroppo, a renderlo sereno o a proteggerlo !

Cosa serve, quindi, per offrirgli una vita serena; forse imparare a conoscerlo strada facendo, guardarlo con il cuore ma soprattutto chiedersi sempre cosa ,davvero, serve a lui :

Un bambino conosce una fatica ,spesso sottovalutata dagli adulti: la fatica di crescere.

Ogni tappa evolutiva e’ , contemporaneamente,una conquista ed una perdita;  l’evoluzione verso l’autonomia corrisponde alla perdita di  privilegi  che ogni bambino, fa fatica ad archiviare..

Consideriamo un neonato : e’ totalmente dipendente, ha bisogno che l’adulto capisca e soddisfi i suoi bisogni ma  gode del calore del seno materno o delle coccole ( se fortunato) continue dei suoi “sudditi”, “principe” incontrastato detta orari e tempi.

Crescendo conosce autonomia e regole , impara a muoversi ma ha dei limiti prima sconosciuti ; dovrà , quindi , “attrezzarsi”, per superarli e lo farà con capricci e ostinazione.Nella conoscenza del mondo saranno  incluse paure e difficoltà di capire, vivrà come minaccia tutto ciò che andrà contro i suoi desideri e non comprenderà le motivazioni degli adulti.

Ogni sua azione sarà una  risposta all’ambiente e alle modalità educative.

Crescendo vivrà le atmosfere familiari sempre con maggiore recettività e coglierà ogni incoerenza ed ogni tempesta di chi gli vive accanto.

Quali sono , quindi, i promemoria che possono aiutare un genitore ad agire per il suo bene:

La domanda ,da tenere sempre presente: Cosa serve a lui ? Spesso ciò che serve a lui non tranquillizza, invece gli adulti e crea ansie diffuse che prendono il sopravvento.

1)Proteggerlo eccessivamente è la migliore soluzione per il piccolo ? Quale sarà la sua percezione quando dovrà confrontarsi con un mondo meno protettivo e senza risorse da spendere: quante ansie gli creerà l’insicurezza di non farcela da solo? E dove la riverserà?

2)Qual è la funzione delle regole? Servirà ad un bambino avere dei limiti invalicabili e certi?Non è forse vero che la coerenza dei No (fondamentali,) da sicurezza e permette un adattamento ad ambienti meno familiari ?Il bambino che riconosce i limiti non subirà perenni “sgridate” né svilupperà sentimenti di inadeguatezza.

3)Una eccessiva rigidità. al contrario, immobilizza e blocca l’esplorazione e la curiosità; crea paure , insicurezze diffuse e difficoltà relazionali


Ancora……….

4)E’ necessario che un bambino viva, senza filtri, ogni tensione familiare ? E’ puro pregiudizio pensare che i bambini non capiscano abbastanza da non stare male: i famosi disagi che si rivelano a scuola , spesso vengono da situazioni familiari pesanti.
Le paure, la difficoltà di addormentarsi ,l’egocentrismo, l’ansia delle prestazioni scolastiche, rientrano nei segnali di crescita; le reazioni degli adulti possono creare disagi in ciò che, con una buona dose di buon senso si estinguerebbe in modo naturale e spontaneo.

I segnali di crescita sono continue prove per un adulto che arriva stanco e stressato ma la sua risposta è fondamentale per creare relazioni familiari e dinamiche la cui conflittualità sia ridotta al minimo.

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