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Ritrovare le emozioni perdute

Spesso mi sono chiesta ,( nei primi anni di lavoro in trincea,) quale meccanismo guidava comportamenti inspiegabili e, spesso violenti, di molti genitori verso i loro bambini ! Violenza che si esprimeva a diversi livelli e che dava origine a disagi ,(stranamente), incomprensibili dal loro punto di vista!

"Non capisco perchè mi dà tutti questi problemi, eppure ha tutto,lo accontentiamo in ogni suo desiderio,forse era meglio l'atteggiamento di mio padre/madre che non si accorgevano neppure di noi! Dovevamo stare zitti ed ubbidire, non si fiatava neppure e non si mancava di rispetto ai genitori!"
" A scuola poi, tutti zitti e muti, ora non c'è più rispetto per gli aduti"

Analizzando tutti i privilegi dei bambini di "oggi" , il malessere che nasce "dal troppo" ( troppi regali, troppi giochi, troppa libertà), ci si rende conto di quanta poca strada si sia fatta nell'accogliere l'emozione di un bambino.

Oggi come ieri si zittisce l'emozione del piccolo uomo che cresce,anche se con strumenti diversi,!
I figli di ieri e genitori di oggi, sofferenti per le carenze concrete (desideri mancati, infanzia negata) evidenziano, comunque la stessa "sordità tramandata" ai bisogni emozionali , negati a loro stessi e mai riconosciuti .
Attraverso la soddisfazione materiale "sfamano" il loro bambino interiore ma non riconoscono l'esistenza di un'altra fame e di un'altra sete di cui soffrono i piccoli oggi.

Sembra paradossale che accanto ai sacrifici e alle rinunce personali si affianchino frasi distruttive, violenze fisiche e psicologiche che lasciano segni di "guerre"non ancora concluse tra adulto e bambino.
Cosa rende possibile questa incomprensione che si esprime in una vasta gamma di errori!
Spostare lo sguardo dalla fame concreta "sofferta" da piccoli verso quel bisogno di accoglienza emotiva che rende partecipi unisce e che non deve coincidere con il permissivismo più dilagante.Perchè si pensa che il "no" faccia soffrire un bambino e non si riflette su comportamenti, e fatti ,che distruggono mille volte più di un "no costruttivo.

Quando un adulto accontenta un bambino, in ogni sua manifestazione e richiesta, fà l'errore di pensare di averlo reso felice; la sua frustrazione davanti ai comportamenti di un figlio che "irriconoscente"lo ricambia con capricci e oppositività scatena violenze verbali e non, che portano ad un estenuante esaurimento di energie.Il senso di colpa poi per aver reagito negativamente, "confeziona" altri errori; si compensa(aggiungendo danni) con altri beni materiali e dannosi cedimenti sulle regole, necessarie per definire i propri limiti.

Rifletti!
Pensa davvero a cosa poteva rendere felice te da piccolo!
Ritrova il significato dei tuoi bisogni ,che sono umani anche se non hai avuto risposte!
Era giusta la tua voglia di esprimere le tue emozioni?
Gli adulti che non le hanno ascoltate non avevano, forse, la stessa "sordità" che sente, seppure in modo diverso, tuo figlio?
Quanto ti permettevano di scegliere le cose che tu ritenevi importanti?
Quanto capivano la tua paura, la tua tristezza ?
Quante volte dovevi nascondere quelli , che secondo i tuoi adulti, erano segni di debolezza?
Quante volte il tuo desiderio di essere abbracciato veniva soddisfatto?
Quante volte ti sei sentito approvato e sostenuto nei tuoi dubbi?
Quante volte ti sei permesso di essere te stesso senza la paura di perdere l'amore dei tuoi genitori?
A quanti sogni hai rinunciato per essere quello che gli altri volevano?
Ma è davvero amore costruire dei "pinocchi"?

Dare questo ad un bambino non deve essere confuso con la rinuncia ad esercitare il "vero"mestiere di genitore consapevole degli "ingredienti" giusti, il bambino con i capricci, naturali ed evolutivi, misura il mondo e tu sei la sua unità di misura.
Dimostrargli che ti dispiace per quel che prova nel dover rinunciare a ciò che tu ritieni giusto, significa comprendere e farti carico del suo mondo emozionale senza minacce inutili.
Insegnargli i suoi limiti, nel rispetto del " dolore" che prova, della fatica di crescere,significa aiutarlo a sopportare la frustrazione , anche diventando , al momento , il nemico da combattere.
Non gli darai, forse, la forza di sopportare ciò che troverà nel mondo?
Ma conoscerà anche la sensibilità e l'accoglienza , la stima ed il rispetto che porterà fuori.

 

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