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Se dovessimo
pensare ad un’attività che permetta la crescita e la stimoli
, il gioco avrebbe , di sicuro, il posto d’eccellenza ; non
c’e’ nulla che i bambini facciano più seriamente! Peccato
che ad esso venga relegato un posto da cenerentola quando
arriva il momento degli apprendimenti ufficiali.

La prestazione cognitiva diventa prioritaria e, già dal
primo ciclo di scuola elementare ,il gioco passa in secondo
piano e diventa un momento al quale dedicare spazi , di
sicuro, più ridotti. Interpretato come momento
esclusivamente ludico , perde il significato di attività
infantile eletta . Paradossalmente gli adulti inibiscono ,
spesso,questa grande possibilità di espressione,con
motivazioni varie ed eventuali;infastiditi dal disordine,
dal rumore e dal caos (indispensabile per scoprire l’ordine)
sopportano poco .
In compenso
regalano play station e video game che, silenziosi e comodi
, occupano i “tiranni” e neutralizzano la fantasia .
Dipendenza ed inattività sostituiscono invenzione e
movimento .
Guardare un bambino giocare significa scoprirne le
caratteristiche , i disagi, le attitudini, le carenze e gli
aspetti che necessitano di maggiore stimolazione.
Gioco motorio: il bambino vive con il corpo le sensazione
che costruiscono la sua sicurezza ; saltare, correre,
arrampicarsi, cadere e saper cadere, scendere, salire,
nascondersi ( adattando il corpo a spazi ristretti)
,bloccarsi davanti al pericolo ( vero o finto) . Il bambino
scopre , spontaneamente ( senza la mediazione adulta) lo
spazio , si misura con le distanze e con le proprie
possibilità di raggiungere gli obiettivi ; le tensioni
trovano un canale adeguato per scaricarsi e, in caso di
eccessi, incontrano limiti posti dai coetanei e non dagli
adulti.
Il gioco motorio libero ,a differenza, della ginnastica o
attività motoria fine a se stessa, parte dall’inventiva e
scopre mille varianti che arricchiscono il pensiero e la
progettualità ( il b.pensa alle azioni necessarie per
giungere alle mete prefissate )
La relazione con gli altri diventa più fluida e si impara ad
accettare la “regola” come norma priva di privilegi ; si
prova gusto a condividere spazi e i ritmi e si supera il
bisogno egocentrico ( spesso, alimentato dai genitori).
L’attività psicomotoria , purtroppo, non ha lo spazio che
merita, all’interno della scuola, molto più proiettata verso
la prestazione intellettiva. Da poco tempo , e non in tutte
le realtà, si incominciano a capirne i benefici.
Gioco di ruolo: Il g. di r. ha una duplice funzione: una di
lettura del disagio e l’altra di mediazione con le
problematiche del bambino in un contesto che non è punitivo
,ma di crescita.
Guardare un b. che “fa finta” è veramente interessante:
parla di sé attraverso la proiezione sui personaggi che usa
come tramite ( la bambola che paura di dormire, il cagnolino
che si sente solo e cerca la mamma, il bambino che non vuole
andare a scuola, ecc…) ma anche attraverso i ruoli che
interpreta: quale ruolo sceglie ( fa la parte della mamma
che sgrida la bambina; la parte del papà che ha sempre da
fare, o al contrario ,fa il piccolo sgridato , ecc). E’,
questo, un canale, che scarica le paure all’esterno e tenta
un superamento delle difficoltà.
Il g. di r. dà , inoltre , ottime indicazioni, per offrire
al bambino altri approcci alla realtà ;diventa il contesto
migliore per arrivare all’emozione del bambino e,
soprattutto per conoscere le percezioni sulla realtà che
vive. Esistono dei vissuti infantili che rimangono sommersi
per l’evidente difficoltà di arrivarci.
Gioco di costruzione: La manipolazione ,in questo tipo di
gioco ,è fondamentale come lo è il pensiero che deve mettere
in moto le strategie logiche. Aiuta lo sviluppo del pensiero
logico –matematico, migliora la motricità fine e tende al
prodotto finito come meta da raggiungere.
Migliora i tempi di attenzione e di concentrazione , stimola
la motivazione e scarica le ansie.
Gioco creativo: L’uso di materiale creativo (come i colori,
i pennelli, la carta, materiale di riciclaggio, creta, ecc)
sviluppa la creatività ed è un ottimo calmante delle ansie
che trovano nella produzione artistica il modo di fluire
all’esterno. La paura di sporcarsi , trasmessa dal mondo
adulto, inibisce molto anche la relazione; il venire a
contatto con ciò che può “contaminare” non è un’ansia del
bambino ma ha matrici esterne molto pericolose per lo
sviluppo della personalità futura.
Il gioco può rivelare conflitti e forti disagi; le modalità
con cui un bambino gioca sono significative del suo mondo
interiore e del suo sviluppo psicomotorio
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